Volevo raccontarti un po’ della mia quotidianità. Un po’ di quelle cose di poco conto che nelle telefonate si omettono sempre.
Nonostante il week end non sono riuscita a dormire oltre le otto, né ieri, né oggi… forse colpa della luce.. qua le tende sono bianche, così poco dopo il sorgere del sole in camera è luce piena.
Quando mi sposterò nell’altra camera temo saranno canti di uccelli improponibili a svegliarmi ogni mattina.. Gibby si diverterebbe molto a fare birdwatching!
Di solito arriviamo in ufficio dalle otto alle otto e trenta, anche se potremmo tranquillamente arrivare più tardi. Il margine è anche legato ai matato. Fino ad oggi ci siamo sempre svegliati presto, dalle 6,30 alle 7. Sai bene quanto sia faticoso svegliarsi presto al mattino per me, ma sai anche che quando ho cose da fare mi sveglio agile.. colazione e via.

Attraversiamo la strada, che è una tranquilla strada non tanto trafficata e aspettiamo l’arrivo del famigerato matato. Prendere il matato è un’esperienza imperdibile, almeno di giorno e meglio in gruppo. Quando tornavo dalle UN da sola ho voluto prendere il matato da sola. Era giorno e tutti mi avevano tranquillizzato sulla sicurezza. Ero vestita bene e anche l’unica bianca. In matato non si incontrano mai bianchi. Mai. Insomma, per stringere, come piace a te, due tipi si sono messi a litigare perché ognuno voleva che io salissi sul proprio matato, e quando hanno cominciato a spingersi ho esordito con: “Stop pleace, i choose by myself!!” grande!!!!! Morale della favola il tipo mi ha fatto pagare anche 11 centesimi di euro in più, direi però che non era il caso di fare casino per poco.. e poi: ha fatto bene: uscivo dalle UN ero bianca e ben vestita ed ero tranquillamente fregabile. Poco importa.
Ritornando ai matato: salire in matato significa salire su pulmini bianchi a 12 posti stipati e 2 due davanti al guidatore. C’è il driver e un ragazzo che sta dietro a prendere i soldi e chiamare le fermate sbattendo rumorosamente sulla carrozzeria del pulmino. Ah!! Molti hanno musica a palla e certuni anche la tv che trasmettono video musicali. I posti sono strettissimi, quindi salire e scendere è cosa abbastanza ardua senza sbattere e urtare nessuno. Significa anche incontrare le persone più strane, ma soprattutto è uno dei pochi contatti con i locali che abbiamo. Da qui, ci vuole una mezz’oretta, più tardi esci e più tempo ci vuole. Ma di certo loro non si fanno scoraggiare: per saltare il traffico, fanno lunghi contro mano, lunghi pezzi sui marciapiedi, rischiano di speronarsi a vicenda, di investire persone. Il tutto però fatto con grande calma. E’ tutto normale. E’ normale stare stipati, salire al volo.. a volte rifletto sul fatto che ci sia un linguaggio universalmente riconosciuto da chi viaggia in matato. forse è per questo che ancora molto mi sembrano stranezze. Però è divertente. Siamo ancora guardati con stupore perché siamo bianchi, e qui i bianchi girano su lussuosi mezzi propri, spesso guidati da autisti personali. Ho saputo che il costo per l’autista personale si aggira tra i 60 e 100 euro al mese. Pensa te… l’Eleonora ha pensato bene di proporci di averne uno!!!!
Quando arriviamo in ufficio la metà della gente ancora non c’è. La cosa è divisa tra ambasciata e ufficio cooperazione. Sono sullo stesso piano e ci si accede passando qualche porta. Noi siamo stipati nel famigerato stanzone della fotocopiatrice. Non abbiamo neanche una finestra. E siamo tutti insieme. Il clima è tranquillissimo. Tutti ti salutano e ti danno il buongiorno. C’è un clima di fancazzismo assurdo. Tanta gente per poco lavoro probabilmente. Direi che è l’esatto ritratto del lavoro statale.
Tutti cordiali, ma pochi veramente disponibili: Carla, ufficio cooperazione che è in cinta e tra un mese va in maternità (ma uffa!!è grazie a lei che abbiamo trovato casa) , Eleonora, anche lei è in cooperazione ed è li per un progetto, per cui è poco più grande di noi. In ambasciata di rilievo c’è Renzo, un omone romano che ci ha anche portato a casa in macchina e Luca, un ing. Che si occupa di pc. Due mattine fa siamo rimasto sconvolti perché un tipo della cooperazione che abita qui vicino a noi ci ha visto sulla strada in attesa del matato, ci ha salutato ed è andato dritto: bè un passaggio poteva anche darcelo! Cooperanti, cooperanti del cavolo!! Insomma, in ambasciata ci lavorano direi una quindicina di persone e in cooperazione pochi di meno. Ci siamo ma nessuno ci considera troppo. Ognuno è assegnato ad una persona e lavora con quella. Io ancora non ho fatto troppo, però ho già accumulato diverse cosine da fare. Come ti ho detto la mia tipa, Dott. L.C rappresentante permanente italiano a UNEP (ambiente) e UNHABITA (insediamenti urbani) si aspetta da me sostanzialmente:
1. rassegna stampa quindicinale dai siti UNEP e UNHABITAT
2. Spedire telespressi, che sono comunicazioni tra UN e Roma per quanto riguarda fondi e finanziamenti
3. gestione vacancies dal sito un a sito del ministero esteri italiano
4. seguire un progetto italiano di miglioramento urbano di uno slum (anche andando sul campo, ma da novembre)
5. andare alle conferenze con lei, come regalo!!
Penso che oltre a questo non ci saranno tante altre emozioni. Non so forse più mi vede pronta e attiva e più mi da da fare.. adesso vedo come va e poi mi regolo. Ma proprio pochi problemi. In fondo sapevo che qui non avrei trovato il lavoro della vita.
In compenso spero di entrare presto in contatto con ong tramite Carla, e anche suo marito che lavora per una ong italiana.. così mando tramite loro CV che fa più figo!!
Quartiere tranquillo e silenzioso, con giardino e bimbi.. presto ti mando qualche foto..perchè vorrei che tu potessi immaginare esattamente dove sono..
A volte mi sento sola. Mi sentivo sola anche quando c’era matteo, e ora ancora un po’ di più. E’ stato una bazza per lui vincere quell’application, ma forse anche per me un segno del destino che mi voleva sola ad affrontare questa cose grande, per farmi tornare forte e sicura di me.. diciamo che lui era un aiuto. Avevo fatto tantissima fatica ad accettare che partiva con me, e ora devo invece riabituarmi all’idea di me e basta. I primi giorni abbiamo riso di Eleonora fino alle lacrime. E poi è andata bene cmq, anche perché se lo avesse saputo prima di partire e quindi mi fossi fatta la prima notte da sola in quel delirio umano sarei probabilmente morta. Il new kenya lodge assomiglia a quell’ostello in marocco, ricordi? Blè!!!
Quando mi sento sola, mi rannicchio dentro me e penso guardandomi attorno e dentro. Ascolto musica e mi circondo di momenti miei con il mio pc, grey’s, south park, la mia musica…e il tuo pensiero e quello della dani, di alberto, della mia mamma, di Renato, di mio fratello, di Arturino & co. .. però non immaginarmi triste e infelice, perché non lo sono.. a volte fatico, ma è normale, specie all’inizio. Poi quando ci saremo assestati, anche a casa, sarà forse più semplice.. e poi lo sai come sono introspettiva e faccio caso ad ogni cosa!
Mi sembra abbastanza per ora..
Oggi Nairobi national park. 40 dollari per entrare!! Cavolo come è costoso vivere qua!!
Non mi basteranno i soldi che ho guadagnato durante l’estate, ma sarebbe stupido non andare in giro mentre sono qua per i soldi..
Ti abbraccio, ti bacio, ti stringo…
Sue
p.s: gran black out.. da quando sono al pc la luce è andata via già 3 volte!!
24 settembre 2007