Immagina. Immagina di trovarti a camminare alle tre del mattino sotto un cielo stellato di stelle sconosciute, con la luna che illumina la neve permettendoti di camminare senza torcia. Immagina di trovarti quasi a cinquemila metri. Immagina di fare un passo dopo l‘altro, lentamente. Immagina tutto quel camminare per tre giorni. Immagina di vedere l’ alba che sorge da un mare di nuvole, sotto di te. Il cielo che cambia infinite sfumature di rosso. L’aria fredda e limpida. E tu che a trecentosessanta gradi puoi vedere quei picchi che si affacciano davanti a te, la neve, i ghiacciai, infinite vallate. Rocce.
Sono convinta d’aver raggiunto la meta tanto ambita del Monte Kenya in gran parte per la mia forza di volontà. Cioè, ho continuato a parlare con me stessa per tutto il tempo, ho continuato a ripetermi di non mollare, che era possibile. E poi ti guardi attorno e pensi. Pensi che sei in Africa, in Kenya e ti ritrovi ad attraversare paesaggi più lunari che terresti, ti trovi ad ammirare montagne bianche di neve. Ti trovi a gioire per un arcobaleno intenso che sbuca dalla gola di una montagna. Ti ritrovi ad intravvedere tra le nuvole la cima, scopo di tutto quel pellegrinare. Perché il Kenya è anche questo. Non sono solo bimbi che camminano scalzi e giraffe che ti attraversano la strada. Non è solo manghi e ananas profumati. Non è solo terra rossa. Non è solo una vita strana vissuta gran parte per la strada, nella strada. Ma anche fiumi che scorrono tra le valli. E’ anche silenzio e vento. E’ anche camminare prima sulle nuvole e poi dentro. Sono anche fiori mai visti prima. Ed erba alta. E animaletti senza coda. E’ anche camminare e prendersi il tempo per vedersi vivere. E’ anche lasciare la mente libera di muoversi e di spaziare e di ritrovarsi.

Nota di Colore: Arrivati al Point Lenana, 4895 mt, la scena e’ a metà tra il sacro e il profano: io entusiasta per esserci arrivata, io orgogliosa del mio corpicino coraggioso, felice per non aver avuto i comuni problemi legati all’altitudine, io soddisfatta per non aver mollato per la tanta fatica, io felice di poter godere di quel panorama incantato, meraviglioso e indescrivibile. Mentre io continuavo a ripetere “I’m very happy”, l’israeliano e la guida inginocchiati apregare. Azz! Ma c’entra Dio anche mentre il sole sorge a cinquemila metri?



Che impresa bella! Ma allora quest’estate ci farai tu da guida alpina! Andare a veder sorgere il sole è sempre indimenticabile! … “e prendersi il tempo per vedersi vivere”…
Un saluto. Pietro
Ps. Belle anche le foto… e la tua con la cuffia!
Da: pietro su Novembre 10, 2007
alle 6:35 am