Inserito da: Zaitsev | Settembre 24, 2007

Aggiornamento numero uno

Arrivo intenso e sfortunato: a Matteo hanno perso la valigia, che però fortunatamente ritroverà il giorno dopo. Buio e casino lungo le strade, pioveva..strana senzazione. Quella senzazione di quando sei in un contesto di mezzo, in un posto poverissimo e assolutamente distante da tutto ciò che sai e a cui sei abituato. Così lo sforzo è doppio. Cavartela e in più comprendere. Viaggio lungo e un arrivo tosto. L’aeroporto alla fine è meno invasivo e caotico rispetto a quello senegalese, ma l’arrivo in albergo è stato però certamente più assurdo. Un posto a dir poco spartano, inospitale e al quanto sudicio. Non sapevamo dove mettere le mani!! E la cosa più divertente che la doccia (fatta per ragioni igieniche, e non certo per piacere!) non aveva nemmeno lo scarico, ma l’acqua defluiva grazie ad un buco nel corridoio terrazzato e da li fino al cortile al piano sotto. Nottata tragica. E per la seconda notte praticamente non ho dormito. Tutta la notte le zanzare (una mi ha pizzicato in un occhio! Welcome to kenya!!) e il ticchettio della pioggia su un tetto di lamiera mi hanno tormentata. Il fatto è che per quanto sia il posto un minimo conta. Non si chiede un albergo confortevole, ma almeno decoroso si. In fondo, è pur sempre la prima notte. La prima notte lontano da casa, la prima di oltre 90, la prima di 99 noti lontana dal mio Morosino amoroso, la prima in un posto ben poco rassicurante.

Stamattina le cose si sono infilate meglio: abbiamo preso una scheda keniota così ho potuto parlare a lungo con Ste, e con la mia mamma, l’incontro in ambasciata è stato rassicurante, infatti, il posto non sembra malaccio, benché l’incubo inglese continui a tormentarmi…a Matteo e a me si è raggiunta anche Eleonora. La terza dei cinque stagisti. Confesso senza vergogna che non essere sola in questo contesto mi rallegra molto. Ce l’avrei fatta, naturalmente, in fondo si fa tutto, ma così è stato molto meglio. Nairobi è molto più africana di quanto mi aspettassi. Non è poi molto come me l’ero immaginata. Le strade del centro sono un misto di cemento e sabbia, che con la pioggia poi è fango, rosso; per le strade sono caotiche di macchine e persone, di ogni tipo. Traffico e casino folle, matatu che sembrano venirti addosso, clacson che suonano, corse folli. Eppure, ogni persona sembra esattamente al suo posto. E’ facile sentirsi smarriti in questi contesti. E poi c’è la componente sicurezza. Non ti senti effettivamente sicuro. E per lo più non ho di certo preso ancora confidenza con il posto, così giro in modo non ancora organizzata. Mi sono sentita un po’ cretina ad andare in giro con la guida sotto braccio per evitare di portare la borsa e quindi di attirare l’attenzione di qualche male intenzionato che mi vede come un portafoglio piene deambulante.

Mentre eravamo su un matato guardavo dal finestrino i bimbi che camminavano sui marciapiedi scoscesi di terra rossa, al niente o comunque al veramente poco tutto intorno e riflettevo parecchio sul fatto che nonostante l’impatto sia quasi di scontro, sia necessario togliersi quella inevitabile bolla di pregiudizi, positivi e negativi e preconcetti che abbiamo sulla testa, per poter trovare un punto di incontro con questa città, e dunque anche avere la possibilità di trovare un equilibrio sereno e costruttivo.

La ricerca della casa invece mi spaventa un po’, e anche questo obbligato gruppo dei 5 che sembra necessario costruire con anche gli altri tipi. E se mi stanno sulle palle perché dovrei abitarci insieme?

Senza stress anche le possibilità di fare altro al di fuori dell’ambasciata sembrano esserci, si tratta d’avere un po’ pazienza, sapersele giocare e non aver timore se dovrò farle da sola…

Una bacio infinitamente ricco d’amore a Ste, che 5 anni fa incontravo e conoscevo alla Agliana- Quarrata. Che fortuna esserci stata….

24 settembre 2007


Risposte

  1. Be’ Sue ti faccio un enorme in bocca al lupo! Si dice sempre che la cosa più difficile sia l’inizio e poi tutto si affronta, anche se forse scriverlo dal di qua davanti al computer è senz’altro più facile che non per te…
    Qua la vita prosegue nei suoi (o miei…) soliti ritmi: birre, concerti, uscite e poesie, e a pensarci bene ora la nostra distanza mi sembra molto più grande; rispetto a quello che vivi tu… Ora qui mi viene da chiedermi che cosa sia l’amicizia, perchè in fondo credo di poter dire che io e te siamo amici, che qualcosa lega l’uno all’altro, ma che disparità di contesto stiamo vivendo!!! Che cosa allora ci unisce? La prima cosa che mi viene in mente è l’affetto, un grande affetto e soprattutto la capacità di percepirlo prima di altri aspetti, come a voler significare che questo legame è il primo, è la base che sorregge il tutto.
    Ma non vorrei esagerare con tutto questo discorso… Bene. Buon proseguimento, Sue in the castle, mi raccomando stai in occhio e attenta ai pericoli, ti auguro una grande e formativa esperienza… Alla prox! Lollo.

  2. Bueno!


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie